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In questo periodo in america è arrivato sugli schermi del cinema il nuovo film d'animazione della Walt Disney. Il film intitolato FINDING NEMO "ALLA RICERCA DI NEMO" racconta la storia di un pesce pagliaccio "Amphyprion Ocellaris" il quale spintosi troppo in la della barriera corallina viene catturato e si ritrova nell'acquario di un dentista…….
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Cosa dire? Il film può essere bellissimo ma solamente fino a che rimane un film. La mia paura, e penso anche quella di molti altri acquariofili, è che i bambini vedendo quel bel pesciolino accompagnato dagli altrettanti affascinanti amici che lo seguono in quest'avventura lo vogliano avere con loro a casa.
Già nei negozi si vedono vasche piene di questi esemplari e piccoli acquari destinati a contenerli, alcuni produttori ed importatori in questo periodo hanno aumentato le vendite di circa il 60%, il pesciolino in questione per quanto sia un pesce marino abbastanza resistente come tutti gli animali ha bisogno di un suo biotopo ben stabile, cosa che non potrebbe essere realizzata in una vaschetta di venti litri, a mio parere sicuramente troppo piccola.
Se poi qualcuno volesse adottare anche il Paracanthurus Hepatus che appare nel film sarebbe veramente grave.
Decidere di farlo senza qualche conoscenza in merito sarebbe come condannarlo, e' un pesce molto delicato ed ha la fama di ammalarsi quasi immediatamente se qualcosa in vasca non va a dovere. Questa malattia si chiama odinum ed inizia con dei punti bianchi che appaiono sulla cute del pesce, i parassiti cutanei si sviluppano fino ad arrivare alle branchie uccidendolo.
Spero anche che a nessun inesperto venga in mente di mettersi in casa l'intera famiglia di Nemo, i cavallucci avrebbero bisogno di un biotopo dedicato solamente a loro e nel film appare anche uno Zanclus, il quale difficilmente si adatta al cibo offertogli dall'acquariofilo.
Questo vuol dire che nessuno può tenere in casa un esemplare di questi due bellissimi pesci che tanto piaceranno al nostro bambino?
Assolutamente no, la cosa si può fare ma nel dovuto modo, allestendo una vasca con i giusti metodi, leggendo qualche buon libro e perché no frequentando ambienti dove si ritrovano appassionati acquariofili. Cosi facendo, se una persona si appassiona a questo hobby, potrà allestire la sua vasca in modo sensato e potrà godere della compagnia del suo Nemo per molto tempo.
A tale proposito inizio con l'inserire in questo articolo la scheda dei due pesciolini in questione, cosi facendo spero che tutti possano farsi un'idea delle esigenze di questi due abitanti delle barriere coralline i quali non possono certo vivere in una boccia di cristallo.
Iniziamo a descrivere il nostro amico raccontandovi che proviene dalle acque dell'oceano pacifico e dalle zone tropicali dell'oceano indiano, può arrivare anche da allevamenti giacché e' uno dei pesci che si possono "facilmente" riprodurre in cattività.
Fa parte della famiglia dei Pomacentridi, ha un corpo corto ed arriva a misurare circa otto centimetri, una livrea di un arancione spiccato a bande bianche irregolari delimitata con delle sottili righe nere verticali. Solitamente le bande bianche sono tre: una in prossimità dell'occhio, la seconda parte dalla pinna dorsale e va fino a sotto il ventre e la terza in prossimità della coda. (peduncolo caudale)
La vasca che lo ospiterà deve contenere un'acqua con una temperatura compresa tra i 25 ed i 28 gradi, un peso specifico di 1023 ed un pH compreso tra 8.0 - 8.4.
L'arredamento interno deve essere il più possibile naturale quindi sabbia corallina e rocce vive, lasciate perdere eventuali tesori sommersi e varie statuine in commercio!
Per quanto riguarda l'alimentazione accetta di buon grado anche il cibo secco ma, sarebbe meglio somministrare anche un po' di cibo vivo e surgelato. Insomma cerchiamo di variare il più possibile la dieta dei nostri pesci.
In mare vivono a stretto contatto con il loro anemone, in acquario si possono adattare anche alla sua assenza e magari troveranno in qualche altro invertebrato la loro casa. In natura depongono le uova riparandole vicino alla loro attinia con la quale vivono in simbiosi, la schiusa avviene dopo 8-10 gironi a 25°C. Potrebbe essere pericolosa la simbiosi con attinie troppo grandi.
Si sconsiglia di inserirle in acquario in quando gli anemoni sono animali ancora un po' sconosciuti e se uno di loro decidesse di passare a miglior vita durante la nostra assenza potrebbe inquinare la nostra vasca portando alla morte anche gli altri abitanti se non si interviene tempestivamente, inoltre gli anemoni richiedono una grande quantità di luce per essere allevati.
Continuando nell'esplorazione della vita reale dei protagonisti del film arriviamo al Paracanthurus hepatus, la pesciolina Dory del film.
Questo abitante delle barriere coralline dell'indio pacifico appartiene alla famiglia degli Acanturidi ha un corpo ovale di color blu con una linea nera che parte dall'occhio e si estende fino alla coda percorrendo il corpo sul fianco all'altezza della linea laterale, la coda e' gialla con bordatura nera e sul peduncolo porta un aculeo che serve alla difesa, può crescere fino a 20 cm.
Per poter ospitare un Hepatus l'acqua del nostro acquario deve avere le stesse caratteristiche di quella per gli "ocellaris" ed avere più di qualche nascondiglio tra le rocce ed un buon spazio per nuotare poiché gli acanturidi sono tra i più abili nuotatori delle barriere coralline.
Per quanto riguarda l'alimentazione accetta volentieri cibo secco e surgelato, bisogna prestare parecchia attenzione all'acclimatazione in quanto e' un pesce molto delicato ma che una volta ben acclimatato può essere molto longevo.
La principale preoccupazione che può dare questo pesce è quella di ammalarsi spesso di Odinium (malattia dei punti bianchi) per questo è sconsigliato l'allestimento di una piccola vasca per questo pesce.
Ricordiamoci sempre che una vasca piccola è molto più soggetta a variazioni come temperatura e salinità nonché all'inquinamento della stessa, rispetto ad una vasca di grandi dimensioni.
Passando alle esperienze personali, come acquariofilo appassionato e fortunato possessore di un acquario marino di barriera ho avuto la possibilità di avere questi due pesci come ospiti nella mia vasca, esperienza per me alquanto triste.
L'amphyprion ha deciso di saltar fuori dall'acqua e, visto che la mia vasca è aperta, purtroppo l'ho rinvenuto sul pavimento quando ormai era troppo tardi, mentre l'hepatus si e' irrimediabilmente ammalato della malattia sopra descritta.
Dopo l'accaduto non ho più comprato esemplari di questa specie, ma ora dopo alcuni anni d'acquariofilia marina ed avendo maturato ulteriori esperienze ed ampliato in meglio e con accessori più efficienti la mia vasca, proverò senza dubbio ad inserire l'acanturide in questione e sono convinto del successo nel suo mantenimento in quanto la vasca è molto più stabile.
Per l'allestimento di una vasca con questi "personaggi" si possono trovare informazioni anche in internet nei vari siti che trattano l'acquariofilia marina ma e' sempre meglio leggere anche qualche libro e documentarsi bene. Il più delle volte si può pensare che basti poco invece nell'appassionarmi a questo hobby mi sono accorto che non ci sono compromessi, purtroppo per allestire un acquario marino bisogna investire parecchio denaro non si deve pensare che si possa far tutto in una piccola vasca, anche un minireef comporta delle spese e delle attenzioni non indifferenti.
Un ultima cosa a cui penso valga la pena fare un accenno, ma la prima come in portanza è la PAZIENZA, mi raccomando anche io che non sono un tipo paziente ho dovuto accantonare la mia fretta nel fare le cose, il biotopo che andremo a creare a bisogno di tempo per svilupparsi.
L'acquariofilia marina e' anche un gioco di pazienza.
Mi raccomando, non comprate nessun Nemo se non potete mantenerlo come si deve.
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