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Lysmata wurdemanni

15/03/04

Permalink 10:03:50, da GrazMB Email , 929 parole   it-IT
Categorie: 1 - Animali, 1.4 - Crostacei

Lysmata wurdemanni

Con quest'articolo voglio descrivervi uno dei gamberetti più ricercati dagli acquariofili marini di barriera, perché è il principale divoratore di Aiptasia, una delle piaghe che affliggono gli acquari di questo genere. L'idea mi e' venuta poiché molti chiedono come sia fatto e dove si possa trovare, e non manca chi purtroppo non lo conosce e lo confonde con altri suoi simili.

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Il Lysmata wurdemanni vive nelle barriere coralline dei Carabi, e da li è importato anche in Italia.
Ha una colorazione rossastra/crema con il corpo semitrasparente; tutto il corpo inoltre presenta righe di un rosso più scuro poste su tutto il corpo, raggiunge dimensioni di circa 6 cm, predilige una temperatura tra i 24 e 27 °C, un pH compreso tra 8.0 ed 8.3 e una densità 1022/1025. E' onnivoro. Solitamente passa le giornate rintanato, ma allo spegnersi delle luci esce dal suo nascondiglio per cercare cibo tra le rocce.

Come si diceva, difficilmente esce allo scoperto alla luce del giorno, di solito questi esemplari si riescono a vedere di notte, dove si trasformano nei più temibili avversari degli anemoni urticanti chiamati Aiptasia. Quando sono disturbati ritornano velocemente nella loro tana, anche se dopo un certo periodo, di solito abbastanza lungo, prendono confidenza, fino al punto di avventurarsi al di fuori del proprio nascondiglio anche con la luce del giorno, specialmente quando si somministra il cibo.
La sua voracità nei confronti dell'Aiptasia è tale che bastano pochi di questi gamberetti per debellare questa piaga dal nostro acquario. Nel mio caso ne ho inseriti tre in quattrocento litri e dopo una settimana hanno fatto piazza pulita!
Alcuni appassionati sostengono che nella loro vasca non ha funzionato, ma la mia esperienza personale, ed anche quella di altri acquariofili in contatto diretto con me, è stata felice, ed in entrambe le volte che ho avuto necessità del suo preziosissimo aiuto, ho potuto constatare risultati eccellenti.
Una nota dolente è purtroppo la poca disponibilità sul mercato del wurdemanni, ed il suo costo abbastanza elevato, che comunque non supera quello di un L. Debelius o L. Amboinensis anche se data la sempre maggiore richiesta, va sempre più diffondendosi la sua importazione. Purtroppo però alcune volte passano mesi prima di trovarli nei negozi.
Molto spesso questo gamberetto è confuso dagli stessi commercianti con il Rhynchocienetes uritai, il quale ha una colorazione simile ma presenta anche alcune linee e punti bianchi sulla corazza, e la zona caudale è caratterizzata da una gobba pronunciata, tanto che gli americani lo hanno battezzato "camel shrimp", gambero cammello. Altra importante differenza è la disposizione degli occhi, che nel caso di questo gambero sono particolarmente distanti dal corpo, e di dimensione molto maggiore rispetto a quelli di un wurdemanni. Inoltre, gli occhi nel wurdemanni sono nero cupo, mentre nel rhynchicienetes presentano un caratteristico disegno grigio, quasi a somigliare ad un vero e proprio iride, di colore grigio e di disegno quadrato.
Il Rhynchocienetes purtroppo però non si nutre solo di Aiptasia, e quando non la trova più disponibile, attacca i polipi dei nostri coralli duri. E' da prestare quindi molta attenzione durante l'acquisto dei nostri wurdemanni, perché anche molti negozianti poco esperti tendono a confonderli e non è remota la possibilità di ritrovarci in acquario ospiti non molto graditi.
Succede spesso che i wurdemanni si riproducano, ciò avviene di notte. Osservando con una pila una notte ho visto una "nuvola" di larve che seguivano la luce e nuotavano all'impazzata in vasca. Veramente uno spettacolo, se non raccolte ed allevate diventano comunque cibo vivo per pesci e coralli.
L'accrescimento delle larve non e' facile poiché richiedono di essere alimentate con plancton vivo ed hanno soprattutto nel primo periodo di vita, una fase pelagica, dove si stabilizzano a profondità elevare e lontano dalla costa, seguendo il flusso delle correnti. In acquario diventa quindi difficile il suo svezzamento, in quanto occorrerebbe riprodurre condizioni di vita ben diverse da quelle a cui siamo soliti tenere i nostri acquari. Nel loro periodo di accrescimento normale, raggiungono la forma di gamberetto adulto dopo circa 50 giorni.
Nella fase adulta, la muta è regolare ogni 3-4 settimane, e spesso si può vedere la sua "esuvia" che fluttua, soprattutto la mattina. Un paio di volte mi sono spaventato vedendo "la buccia" fluttuare, avendo paura di avere perso il gambero, che è puntualmente rispuntato dopo qualche ora.
Naturalmente per debellare gli anemoni urticanti ci sono anche altri rimedi, sia meccanici (siringhe di Kalkwasser, boli di colla epossidica, prodotti specifici) sia naturali, come ad esempio il Chelmon Rostratus. Questo bellissimo pesce se ne nutre molto volentieri, ma essendo essenzialmente un carnivoro, una volta finite le Aiptasia con tutta probabilità inizierà presto ad assaggiare i polipi dei vostri coralli. Per questo motivo, secondo la mia opinione, è sempre preferibile scegliere i gamberetti.
Per ultimo voglio descrivere un metodo di eliminazione dell'aiptasia che secondo me è assolutamente dannoso ed inutile. Molti acquariofili per eliminare questo ospite indesiderato usano una pila da nove volts, attaccano alle due polarità due bei fili elettrici, immergono in acqua questi ultimi avvicinandoli all'animale che muore praticamente fulminato!
Cosa succede? Succede che all'inserimento in acqua dei fili si nota la produzione di una polvere in acqua dovuta all'elettrolisi e si libera in vasca del rame, il quale come si sa non è ben sopportato dagli invertebrati. Si vede chiaramente questa reazione dal fatto che quando si levano i fili dall'acqua hanno assunto un colore verde rame. Bisogna inoltre aggiungere che l'aiptasia potrebbe anche rinascere in quanto basta un piccolo brandello di animale per ricrearne altri.
Con questa breve descrizione del nostro mangiatore di aiptasie spero di essere riuscito ad aiutare qualcuno nel suo giusto riconoscimento e spero che tutti possiate trovarlo in commercio, beneficiando così dei suoi servizi.

Davide Corò

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