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Costruire un plantarium

12/05/04

Permalink 03:05:42, da GrazMB Email , 936 parole   it-IT
Categorie: 0 - Acquari, 0.5 - Altro

Costruire un plantarium

Le sensazioni che si provano osservando porzioni di natura in scala ridotta sono molteplici. Lo sanno bene gli acquariofili, che passano ore davanti alle loro vasche, o i possessori di terrari, acuti osservatori delle loro teche piene di vita. Anche gli amanti delle piante possono provare questo piacere, in un modo forse più semplice e meno impegnativo ma sicuramente altrettanto appagante.

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Grazie al plantarium è possibile ricreare ed ammirare innumerevoli paesaggi ed osservare la crescita e lo sviluppo di moltissime varietà di piante.
COSTRUZIONE
Come per gli acquari, la dimensione di un plantarium dipende dallo spazio di cui si dispone e dal tipo di allestimento che si vuole realizzare. Ovviamente in questo caso bisogna prendere in considerazione la dimensione delle piante che verranno inserite nella teca, senza dimenticare che una volta ricreato un ambiente adatto cominceranno a crescere piuttosto velocemente.
Non ci sono limiti massimi o minimi alle dimensioni di un plantarium, tuttavia e’ opportuno studiare bene le misure della vetrina per riuscire a ricreare un ambiente proporzionato ed armonico.

La teca e’ costruita interamente in vetro, dello spessore di 2 o 4 mm, e griglia metallica ed il procedimento è sostanzialmente identico a quello di costruzione di un acquario. Nel plantarium però è necessario creare una corrente d’aria ascendente, per evitare la formazione di muffe sulle foglie delle piante, attraverso la grigia metallica che va posta, a seconda delle dimensioni della teca, su una o più pareti laterali e sulla parete superiore.
Una volta recuperato il materiale necessario si procede alla siliconatura dei vari elementi che compongono la vetrina.In questo progetto per plantarium cubico di lato 15,8 cm, realizzato con vetro spesso 4mm, si notano le due griglie di aerazione (in grigio): una sulla faccia posteriore e una su quella superiore.
Parte della faccia frontale è scorrevole, per permettere di effettuare le operazioni di manutenzione, ed è sorretta da due angolari in alluminio, siliconati alla base anteriore del plantarium.
L’illuminazione è fornita da una lampada collegata ad un timer e posta sopra la teca. A seconda delle dimensioni del plantarium e delle piante in esso coltivate possiamo utilizzare tubi fluorescenti a luce fredda da 7 a 20 Watt di potenza, oppure lampade ai vapori alogenuri da 150 Watt.
L’umidità deve essere mantenuta costante, utilizzando un comune vaporizzatore a spruzzo nei modelli più piccoli oppure un vaporizzatore ad ultrasuoni nei plantaria di grandi dimensioni.
ALLESTIMENTO
Lo scopo di un plantarium è di ricreare un ambiente tropicale in miniatura, quindi le condizioni da riprodurre sono una temperatura di circa 28° centigradi, un fotoperiodo di circa 12 ore e un tasso di umidità elevato.
Il fondo e’ diviso in vari livelli, ognuno con una specifica funzione. Un primo strato di materiale drenante (circa il 20% dell’altezza totale del fondo), costituito da akadama o pozzolana, evita il ristagno dell’acqua e favorisce l’ossigenazione degli strati superiori. Sopra a questo strato va posto del fondo fertile (circa il 10% dell’altezza totale), può essere utilizzato quello per acquari e serve a garantire l’apporto di nutrienti alle radici. In fine uno strato di terriccio comune costituisce il vero e proprio substrato su cui si svilupperà l’apparato radicale.Ora che la base è pronta bisogna decidere come arredare il nostro giardinetto. Non è obbligatorio utilizzare piante fitogeografiche, tuttavia e’ bene abbinare piante che hanno le stesse necessità di luce e umidità. Trattandosi di un ambiente molto umido possiamo servirci di piante di piccole dimensioni comunemente utilizzate negli acquari, ma che vivono anche in ambienti emersi: Anubias, Cryptocoryne o Microsorium sono tra le specie più adatte allo scopo. Anche le felci si prestano molto bene ad abbellire la nostra composizione: ricreando bene l’atmosfera del sottobosco sono adatte a crescere in ambienti umidi e non hanno particolari esigenze in termini di luce.

Infine i muschi e gli sfagni, o le piante ad essi simili come il muschio di Giava, utilizzati per ricoprire lo strato di terriccio creano un bellissimo “effetto praticello”.
La composizione può essere abbellita con tronchi, radici, pezzi di corteccia o piccoli sassi che, disposti in maniera adeguata, mettono in risalto i colori delle foglie e rendono più naturale il progetto.
MANUTENZIONE
Un plantarium è decisamente semplice da gestire: sono sufficienti alcuni piccoli accorgimenti per permettere una crescita rigogliosa delle piante ed ottenere l’effetto di vegetazione lussureggiante tipico dell’ambiente tropicale.
Innanzitutto è bene tenere la teca al riparo dalla luce diretta del sole e lontano da fonti di calore, per evitare che le piante crescano in modo disomogeneo: l’impianto di illuminazione posto sopra la teca, se adeguato alle dimensioni del plantarium, sarà sufficiente a garantire la fotosintesi delle piante e manterrà la temperatura a valori ottimali.

Inoltre è fondamentale, come si diceva, mantenere un tasso di umidità relativamente alto all’interno della nostra piccola serra: nei modelli più piccoli la nebulizzazione dell’acqua va ripetuta almeno un paio di volte al giorno, mentre nei modelli più grandi è preferibile installare un nebulizzatore ad ultrasuoni, da far funzionare 15 minuti ogni 2-3 ore e solamente durante il fotoperiodo.
E’ opportuno effettuare anche una corposa irrorazione del terriccio ogni 3 giorni per plantaria di grandi dimensioni, ogni due giorni per quelli di dimensioni ridotte, controllando comunque che non si formino ristagni d’acqua alla base dello strato drenante. All’acqua per queste irrorazioni può essere aggiunto, una volta al mese, del concime liquido, mentre per le nebulizzazioni è necessario utilizzare esclusivamente acqua demineralizzata, per evitare l’accumulo di calcare ed altre sostanze sulle foglie.
Come vedete la gestione del nostro angolo tropicale è decisamente semplice, tuttavia consiglio di utilizzare, per i primi allestimenti, piante piuttosto resistenti come Anubias o felci, e passare alle piante più delicate, come le Cryptocoryne, dopo aver acquisito una certa familiarità con questo ambiente.

Enrico

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