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La riproduzione dei Betta splendens

18/06/04

Permalink 03:06:35, da GrazMB Email , 936 parole   it-IT
Categorie: 1 - Animali, 1.1 - Pesci dolce

La riproduzione dei Betta splendens

La mia prima esperienza con il betta risale a circa sei anni fa , ai tempi ero affascinata dalla rara bellezza di questo pesce e decisi di ospitarne uno nella mia prima vasca di comunità.

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Oltre che dalla sua bellezza sono poi rimasta colpita dal suo comportamento, ero riuscita ad avere un rapporto tale che il mio “amico” non solo veniva a mangiare in mano ma addirittura si lasciava accarezzare.
Purtroppo la vita del betta è piuttosto breve e quando mi ha lasciato non ho resistito
alla tentazione di ritrovare in un altro pesce gli stessi comportamenti, ma come le persone i pesci non sono tutti uguali e nonostante fosse un bellissimo esemplare il rapporto instaurato non era lo stesso, quando mi lasciò anche lui non tenni più betta per diversi anni.
Ogni volta che entravo in un negozio di acquari riaffiorava il desiderio di portarne uno a casa, finché quest’anno mi sono decisa ad allestire una vaschetta dedicata ad un maschio.
Si tratta di una vasca in vetro di circa 20 lt aperta, riempita con acqua di rubinetto (di Udine), con un vecchio filtrino a cartuccia della askoll, per il fondo ho usato ghiaino fine e come fertilizzante delle pastiglie.

È consigliato da più libri di tenere la vasca coperta perché il labirinto , ovvero l’organo di supporto alla respirazione, è delicato. Nel mio caso la temperatura dell’appartamento è sufficientemente alta per cui il termostato si attacca molto raramente e la differenza di temperatura tra acqua ed aria è minima .
L’arredamento è costituito da due legni di torbiera e da alcune piante tra cui echinodorus ( con le foglie che uscivano dall’acqua ), cryptocoryne , anubias e muschio di giava .
Quando finalmente il mio negoziante di fiducia ha ricevuto una grossa partita di betta mi sono precipitata a comprarne uno, ho passato un’ oretta ad osservarne il comportamento e alla fine ho scelto quello che mi sembrava più spavaldo.
La scelta si è dimostrata azzeccata , infatti interagiva con me e quando mi avvicinavo alla vasca per osservarlo da vicino mi minacciava a pinne ed opercoli spalancati.
Quando dopo pochi giorni il pesce ha preparato il nido di bolle e dopo aver letto alcuni articoli sulla riproduzione mi sono lasciata tentare dall’introdurre una femmina che immediatamente è stata scacciata dal maschio, non ho mai visto un betta con colori così accesi e con parate così intense come il maschio davanti alla femmina!
Il maschio stazionava sempre sotto il nido e scacciava ripetutamente la femmina tanto da “spiumarla”, la femmina era ridotta in condizioni veramente penose tanto da farmi propendere per dividerla dal maschio.
Poi però passate circa 36 ore dall’introduzione della femmina ho potuto ammirare uno spettacolo impagabile: la deposizione delle uova nel nido.
Il maschio ha compiuto una parata a pinne ed opercoli spiegati sotto il nido per attirare la femmina, quando questa si è avvicinata l’ha avvolta con le pinne, poi i due si sono capovolti e sono rimasti immobili per alcuni secondi, con un tremolio la femmina ha rilasciato le uova ed il maschio il seme, subito dopo il maschio ha lasciato la femmina ,ha raccolto le uova con la bocca prima che toccassero il fondo, ha scacciato la femmina e è andato ad attaccarle al nido di bolle.
Il maschio ha richiamato con parate la femmina e hanno ricominciato con questo comportamento più e più volte.
Purtroppo non sono riuscita a contare le uova, si notava comunque una chiazza color avorio in mezzo al nido di bolle bianche.
A questo punto il maschio era diventato iperagressivo e ho dovuto separare la femmina, temendo seriamente per la sua vita.

Il maschio si è preso cura delle uova che si sono schiuse dopo circa 24 ore stazionando costantemente sotto il nido, recuperandole con la bocca e riattaccandole in caso di distacco, lo stesso comportamento poi lo ha avuto anche con i piccoli precipitandosi a recuperare i “ribelli” che volevano avventurarsi per la vasca.
La letteratura consiglia di separare i piccoli dopo tre giorni perché solitamente il maschio non li riconosce più come prole e li preda, io non avendone la possibilità né materiale né come tempo da dedicavi ho deciso di lasciare i piccoli col padre sperando che qualcuno trovasse nascondiglio fra le numerose piante.
Per poter nutrire i piccoli si dovrebbero approntare dei rotiferi o degli infusori perché i primi giorni la bocca è troppo piccola per nutrirsi e le perdite sono estremamente elevate, non avendone la possibilità ho ripiegato facendo numerosi piccoli cambi parziali dell’acqua, ma lasciando sul fondo le foglie delle piante in decomposizione così che gli avannotti potessero trovare da soli il nutrimento necessario.
Un paio di settimane dopo, quando ormai avevo perso ogni speranza ho notato del movimento sul fondo, cercando con più attenzione ho visto con mia somma gioia alcuni esemplari che si erano salvati e stavano crescendo!
Se si facevano notare però il maschio li inseguiva,così ho aspettato che crescessero ancora un po’ e poi ho deciso di trasferirli in una vasca in cui tenevo solamente dei guppy, sia adulti che avannotti.
La decisione si è rivelata purtroppo infelice, già dal giorno successivo non li ho più rivisti.
Di questa esperienza non mi rimane che la voglia di riprovarci in futuro, trasferendo però i piccoli al momento opportuno in una vasca a loro dedicata.
Se decidete di provare a riprodurli il primo consiglio che vi posso dare è di assicurarvi di avere una vasca disponibile dove separare la femmina sia prima che dopo la deposizione, a meno che non abbiate una vasca molto capiente e con molti nascondigli, perché il maschio riduce la femmina in condizioni veramente pietose, tanto da poterla addirittura uccidere.

Nadia

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