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Cavallucci marini

31/07/04

Permalink 05:07:12, da GrazMB Email , 2013 parole   it-IT
Categorie: 1 - Animali, 1.2 - Pesci Marino

Cavallucci marini

Alzi la mano chi non ha sentito dire quanto siano impossibili da tenere in acquario e che solo i super esperti possono avere una piccola possibilità di farli sopravvivere.
La realtà però non è proprio questa, non che i cavallucci siano pesci adatti ad un principiante ma se si scelgono gli esemplari con una certa oculatezza possono essere allevati da chiunque abbia maturato un poco di esperienza con l’acquario marino.

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Al mondo esistono 33 specie (e due nuove in attesa di classificazione) di cavallucci e almeno una decina di queste sono state allevate con successo e riprodotte in acquario, in Italia sono normalmente reperibili nei negozi tre specie, Hippocampus Kuda, Hippocampus reidi e Hippocampus barbouri i cui esemplari sono adatti alla vita in acquario.
Per allevare con successo questi splendidi pesci bisogna tenere conto di alcuni fattori dai quali non si può prescindere soprattutto se si vuole tentare la riproduzione a partire dalla vasca per arrivare all’importante passo della scelta degli esemplari.
La vasca per ospitare gli Hippocampus come caratteristica più importante deve avere l’altezza che deve essere pari ad almeno due volte e mezza (meglio tre) l’altezza di un cavalluccio marino adulto che nel caso di esemplari comunemente reperibili in Italia, sarebbe opportuno essere di almeno 50 cm. Se avete già bene in mente la specie che andrete ad acquistare potrete scegliere subito un acquario adeguato alle loro dimensioni (alcune specie non raggiungono i 10 cm per cui una vasca da 25 cm i altezza sarebbe adeguata) in caso contrario i 50 cm sono l’ideale per la gran parte delle specie. La larghezza e la profondità della vasca non sono un dato essenziale, i cavallucci sono degli scarsi nuotatori e non hanno bisogno di tanto spazio, teniamo però presente che più litri d’acqua ci sono a disposizione per esemplare, più facile sarà garantire stabilità nei parametri e più ne gioveranno gli animali.
Per quello che riguarda l’illuminazione si può dire che non ci sono regole da tenere in considerazione, ai cavallucci poco importa l’intensità luminosa, in genere si tende a consigliare un illuminazione piuttosto tenue ma vi posso assicurare che ci sono molte dimostrazioni in cui i cavallucci vivono bene e si riproducono anche sotto lampade HQI.

L’ideale è scegliere la luce giusta in base ai compagni di vasca, se si ha intenzione di allevare nella stessa vasca dei coralli e soprattutto della Caulerpa (molto gradita ai cavallucci) sarà opportuno illuminare l’acquario rispettando le esigenze di questi ospiti.
Per quanto riguarda l’arredamento la cosa importante da tenere presente è la necessita degli Hippocampus di avere degli appigli a cui aggrapparsi, come già detto questi animali sono degli scarsi nuotatori e passano gran parte della loro giornata aggrappati a cacciare il cibo.
L’ideale è coltivare alghe superiori (le varie specie di Caulerpa ad esempio) che oltre a fornire appigli aiutano a tenere bassa la concentrazione di sostanze inquinanti, teniamo presente però che agli animali poco importa quale sia l’appiglio e si rivelano ideali anche rametti morti di Gorgonia o, per chi non bada alla naturalità dell’acquario anche costruzioni plastiche (ottime le reti plastiche per recinzioni) che hanno il grosso vantaggio di essere facilmente pulite.
Altro fattore importante è il movimento d’acqua che non deve essere superiore a 5 volte il litraggio della vasca, data la scarsa abilità natatoria i cavallucci sarebbero costretti a rimanere perennemente aggrappati per non farsi spazzare via dalla corrente.
Per ciò che concerne i compagni di vasca, molte specie di coralli e invertebrati e alcune di pesci possono essere adatti a un acquario dedicato ai cavallucci, la cosa a cui dovete prestare attenzione è che i pesci scelti come compagni non siano troppo veloci (i pagliaccetti ad esempio) perché il rischio che i cavallucci, lentissimi nel cibarsi, possano morire di fame è molto elevato. Sarebbe troppo lungo dare qui un elenco di animali compatibili, vi rimando a una lista stilata da degli allevatori americani, che ho riportato sul forum italiano dedicato ai cavallucci e che potete raggiungere a questo indirizzo web http://www.forumfree.net/?c=8046 nella sezione “Allevamento”.
E veniamo ora alla cosa più importante, quella che determinerà il successo o meno della vostra esperienza con questi animali, la scelta e l’acquisto degli esemplari. Purtroppo, la maggior parte dei cavallucci in vendita nei negozi di acquari, sono esemplari di cattura, e in genere sono animali stressati da un lungo viaggio, già portatori di infezioni batteriche e che non sono abituati a nutrirsi d’altro che di cibo vivo, detto in poche parole sono destinanti a una morte quasi certa e in ogni caso dovrebbero essere acquistati solo da chi abbia una grande esperienza e una disponibilità costante di cibo vivo, che non si può ridurre ai soli naupli di artemia cibo troppo piccolo e nella maggior parte dei casi non accettato da questi esemplari che si nutrono in natura di gamberetti o simili.

Avrete capito che la vendita di questi esemplari ha contribuito moltissimo alla “leggenda” della estrema difficoltà se non impossibilità di allevare i cavallucci in acquario.
Come bisogna comportarsi allora per avere la certezza di acquistare degli esemplari che possano vivere nel nostro acquario senza dover diventare dei maghi dell’allevamento? La cosa fondamentale da fare quando ci si accinge all’acquisto è quella di chiedere al negoziante di farci vedere gli animali mangiare del cibo surgelato, nessun cavalluccio di cattura, a meno che non sia da tempo in acquario (e quindi abituato a viverci) accetta mangime surgelato, per cui un cavalluccio che mangia quello che in natura non trova deve essere stato abituato alla vita in cattività o addirittura riprodotto in vasca e si rivela un ottimo candidato alla vasca di casa nostra.
Dato che mi è successo parecchie volte personalmente vorrei mettervi in guardia da quei negozianti che, dopo aver messo del cibo surgelato in vasca e dopo che questo cibo sia stato rifiutato dagli animali, si giustificano dicendo che hanno appena mangiato: Sono tutte menzogne! I cavallucci sono quasi completamente privi di stomaco e necessitano di mangiare praticamente ininterrottamente e NESSUN cavalluccio abituato al congelato e in salute rifiuterebbe il boccone, per cui se dopo due o tre prove nessun animale ha mangiato, lasciateli dove sono, pena cocenti delusioni.
Una volta appurato che i nostri futuri inquilini siano adatti alla vita in acquario dobbiamo ancora procedere a un esame visivo prima dell’acquisto, esame che dovremmo fare per qualsiasi pesce acquistiamo per i nostri acquari, siano essi di acqua dolce che marina e che appurerà lo stato di forma dei nostri animali che, a causa di condizioni igieniche carenti nelle vasche dei commercianti potrebbero essere ammalati. Nel caso dei cavallucci dovremo accertarci che non siano vittime di infezioni batteriche, che sono la causa principale di morte, per cui osserveremo attentamente alcune cose, innanzitutto ci accerteremo che gli animali mangiano regolarmente osservando la zona centrale del corpo, i cavallucci in salute devono essere piuttosto “cicciotti” con una pancia ben pronunciata, esemplari con il ventre piatto o addirittura incavato possono essere ammalati. Appurato che i cavallucci mangiano regolarmente e abbondantemente passiamo a un’osservazione di tutto il corpo, dobbiamo appurare che non ci siano zone in cui siano presenti delle chiazze o dove la pelle si distacchi, sintomo chiaro di un’infezione batterica e osserveremo attentamente se i cavallucci si aggrappano bene con la coda agli appigli, se hanno la tendenza a non attorcigliarla completamente ci troviamo nuovamente davanti a un infezione batterica quasi sicuramente letale. Quando è in corso un infezione alla coda, gli animali hanno la tendenza ad appoggiarsi agli appigli con il corpo, non potendo utilizzare la coda, quindi anche questo atteggiamento ci deve indurre a non acquistarli.
Passato questo ultimo esame, siamo finalmente pronti a portare a casa i nostri simpatici amici e, dopo un classico, adattamento ai parametri del nostro acquario, quello che si fa (o si dovrebbe fare, purtroppo c’è chi se lo dimentica) a tutti i pesci possiamo lasciarli liberi nella nostra vasca.
E’ consigliabile nutrire i cavallucci almeno una o due volte alla settimana con del cibo vivo, ad esempio degli adulti di artemia salina, dato che amano cacciare, per il resto della settimana possiamo invece fornire loro diverse qualità di cibo surgelato. In genere è necessario muoverglielo davanti, tramite magari una pompa oppure agitandolo con una pinzetta e lasciandolo cadere davanti al muso, se però avete pazienza potrete abituarli a prendere il cibo direttamente dalle vostre mani.
Sarebbe consigliabile nutrirli almeno due volte al giorno e avendone la possibilità anche tre o quattro, distribuendo la razione giornaliera su più pasti.

Quando i cavallucci saranno ben adattati al nostro acquario ci capiterà di poter assistere ai rituali di corteggiamento che sono tra i più spettacolari ai quali si possa assistere. Il maschio e la femmina cominciano tenendosi “coda nella coda” a un appiglio e vibrando e dondolando per poi nuotare affiancati per tutte la vasca. A seconda delle specie potrete seguire questa specie di danza per più giorni durante i quali la coppia sarà inseparabile mangiando e muovendosi insieme per tutta la vasca e quando sarà adeguatamente affiatata arriverà il momento clou nel quale i due “fidanzatini” cominceranno a nuotare velocemente in verticale su e giù per l’acquario (ecco l’importanza di una vasca alta) e la femmina trasferirà le uova nel marsupio del maschio che procederà alla fecondazione. Nel giro di alcuni giorni o alcune settimane (a seconda della specie e anche della temperatura) il maschio partorirà (in genere nelle prime ore del mattino) dei piccoli cavallucci già formati e indipendenti, il numero dei piccoli dipende dalla specie e dall’età dei genitori, alcuni esemplari possono arrivare fino a 800 – 900 avannotti.
Crescere i piccoli non è facilissimo, ma non è un’impresa impossibile. La cosa ideale da fare è separarli dai genitori e metterli in una vaschetta a parte o in un nido galleggiante nella vasca principale. Per la maggior parte delle specie si possono utilizzare naupli di artemia appena schiusi per nutrirli, il cibo va somministrato parecchie volte al giorno (6 è l’ideale) in una quantità che permetta agli avannotti di nuotare in una nuvola di naupli. Quando saranno un poco più grandi si potrà nutrirli anche con artemie di dimensioni maggiori ricordandosi (e questo è fondamentale per ogni cibo anche per gli adulti) di arricchirli con prodotti a base di acidi grassi omega 3, per poi arrivare con santa pazienza a insegnargli a mangiare il cibo surgelato. E’ di fondamentale importanza l’igiene nella vaschetta, la quale deve essere sifonata dopo ogni pasto e nel caso di una vasca indipendente è consigliabile effettuare piccoli cambi d’acqua nell’ordine di una volta ogni due giorni. Le prime settimane sono fondamentali, in genere il tasso di mortalità e’ piuttosto elevato ma facendo le cose con cura si potranno portare all’età adulta diversi esemplari e, considerando che l’aspettativa di vita di un cavalluccio marino non e’ molto alta si va da un anno a un massimo di tre in natura sempre a seconda delle specie, ( in acquario possono vivere più a lungo) riuscire a riprodurli può essere fondamentale.
Una nota infine sugli Hippocampus reidi che ultimamente si trovano molto spesso qui in Italia e che hanno dei colori molto vistosi che portano più spesso ad acquistarli rispetto alle altre specie.
Bisogna dire che, nonostante i cavallucci abbiano l’abilità di cambiare il colore e che nel loro repertorio sono presenti colori vivacissimi, esemplari come i reidi che si trovano adesso nei negozi e che possono essere costantemente di un rosso acceso, sono frutto di selezioni che li portano ad avere come colore dominante un colore che in natura adottano solo alcune volte. Se da un lato questo può essere un vantaggio, se hanno subito delle selezioni vuol dire che sono animali nati in cattività, ricordiamoci però prima di acquistarli che i loro avannotti sono in assoluto tra i più difficili da allevare necessitando per la loro alimentazione di rotiferi visto che le loro dimensioni non gli permettono di alimentarsi per la prima o prime due settimane di naupli di artemia. Per cui se siete alle prime esperienze e volete puntare alla riproduzione, preferite delle specie come Hippocampus barbouri.
E buon divertimento!

Bass

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