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Tartarughe terrestri

31/08/04

Permalink 04:08:20, da GrazMB Email , 1627 parole   it-IT
Categorie: 1 - Animali, 1.5 - Rettili/Anfibi

Tartarughe terrestri

La tartaruga o testuggine appartiene tra l’ordine dei rettili più antico che conosciamo, infatti ci sono testimonianze che risalgono a più di 200 milioni di anni fa con esemplari molto simili ai nostri.

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Questi rettili, grazie alla loro corazza in cui nel momento del pericolo potevano ritirarsi, sono riusciti a sopravvivere alla fine dell’era dei rettili circa 65 milioni di anni fa, altro fatto molto importante per la sopravvivenza è stato di poter cambiare la dieta, da carnivore a erbivore in modo da poter permettere una risorsa alimentare inestimabile, ed è proprio qui, durante questo cambiamento di metabolismo che persero la dentatura evolvendo un becco tagliente.

Le testuggini si possono dividere in 3 gruppi, tartarughe di terra, tartarughe di palude e tartarughe d’acqua, ora vi parlerò del primo gruppo.

Le tartarughe di terra si riconoscono ad occhio dagli arti, hanno le zampe posteriori corte che terminano con un piede con quattro unghie, da non confondere con i piedi palmati o pinniforme delle altre specie, altra distinzione è la forma del carapace (detto anche corazza) che deve risultare più alto e più convesso per potersi muovere con più facilità tra le sterpaglie.

La corazza è composta dalla parte dorsale (carapace) e dalla parte ventrale (piastrone), queste parti sono molto simili negli esemplari ma alcuni particolari distinguono le varie specie e il sesso.

In Italia esistono tre specie, la più conosciuta è la testudo Hermanny che a sua volta si suddivide in due sottospecie, testudo Hermanny Hermanny e testudo Hermanny Boettgeri, poi troviamo la testudo Graeca e infine la testudo Marginata.

La testudo Hermanny arriva a misurare al massimo 15-20 cm di carapace, il suo colore è giallino a macchie scure, la parte terminale della coda è protetta da un astuccio corneo e nel carapace ha due placche sopracaudali. In alcuni esemplari la T. Hermanny Boettgeri ha una sola placca sopracaudale e misura circa 25 cm. Quest’ultima si distingue dalla prima osservando il rapporto delle suture pettorali e femorali, nella Hermanny Boettgeri la sutura pettorale è maggiore della femorale, viceversa nella Hermanny Hermanny. Nel piastrone della T. Hermanny Hermanny si notano due bande nere ben definite mentre nella Boettgeri sono meno definite e non continue.
Questa specie in cattività può arrivare a vivere oltre 100 anni.

La testudo Graeca è molto simile alla T. Hermanny, si differenzia da una placca sopracaudale e ai lati della coda ha due speroni, le sue misure arrivano fino ai 30 cm.

La testudo Marginata è la più grande tra queste specie toccando i 40 cm di carapace, il suo colore e grigio scuro e lo scudo ha una forma finale di un gonnellino.

Non è facile distinguere il sesso delle tartarughe piccole, almeno fino i 4 o 5 anni, negli esemplari più grandi si fa riferimento alla coda, nei maschi è più lunga e larga, nelle femmine è più corta, i maschi sono molto più piccoli delle femmine anche da adulti, il piastrone nei maschi adulti è concavo per favorire l’accoppiamento, nelle femmine è piatto.

Si accoppiano durante tutto il periodo di attività, il maschio diventa più aggressivo, insegue ripetutamente la femmina e la morde alle zampe, poi la colpisce con la corazza. In questo periodo non è difficile assistere a dei combattimenti tra maschi per aggiudicarsi la femmina. Per questi motivi sarebbe opportuno separare i maschi, dopo aver notato ripetuti combattimenti e in alcuni casi bisogna dividere anche le femmine dai maschi, altrimenti verrebbero troppo stressate da qualche maschio focoso.

La deposizione avviene attorno a maggio e giugno per avere una schiusa tra agosto e settembre, ma non è raro che qualche tartaruga deponga prima del letargo e che al risveglio vi troviate con qualche piccolo senza saper da dove sia spuntato.
In media le testuggini depongono fino ad un massimo di 10 uova della grandezza di 4 cm e 10 g di peso, ovviamente se le tartarughe sono più grandi possono variare anche le uova.
Quando una femmina deve deporre inizia a girovagare per tutto il giardino in cerca di un posto adatto che dovrebbe essere asciutto e soleggiato, quindi con le zampe posteriori scavano una buca e dopo aver deposto le uova dentro, ricoprono il tutto, tanti esemplari ricoprono così bene che risulta difficile scoprire il luogo preciso. Qui l’uomo può intervenire cercando di smuovere la terra in vari posti al sole in modo che l’animale non faccia tanta fatica a scavare.

Appena ci si accorge del posto della deposizione sarebbe indicato limitarlo con della rete in modo che nessuno lo calpesti e che alla nascita i piccoli non si perdano nel giardino.
La temperatura di incubazione delle uova è fondamentale per far nascere più maschi o più femmine, infatti, ci sono dei studi che dimostrano che ad una temperatura di 31 C° o inferiore, nascono tutti maschi, al di sopra dei 32 C° nascono femmine, qui però bisogna fare attenzione perché se la temperatura è troppo alta, i piccoli nascono deformati. Per questo motivo molti allevatori ricorrono ad una incubatrice delle uova, fai da te o comprata, in modo da avere un numero più uniforme dei vari sessi, perché come si può capire è molto facile che in giardino, sotto terra, nascano un numero maggiore di maschi, addirittura in certi paese di varie regioni come il Trentino Alto Adige è facile che naturalmente non nasca niente, proprio perché viene a mancare il clima mediterraneo.

L’alimentazione è tutto per avere gli esemplari in buona salute, questi animali sono vegetariani, anche se non disdegnano altri tipi di cibo, ed è per questo che bisogna seguirle attentamente durante questa fase e fare in modo che la sua alimentazione sia la più varia possibile. Sono apprezzatissime le verdure scure, tutti i vari tipi di insalata, radicchio, cetrioli, zucchine, fagiolini, ecc… poco pomodoro e poca frutta ben matura, da evitare gli agrumi. Loro gradiscono soprattutto le erbe che si trovano in natura come il trifoglio e il tarassaco. E’ bene dar a loro anche qualche chiocciola visto che il guscio è ricco di calcio, si può mettere a loro disposizione anche dell’osso di seppia, sbriciolato o intero a seconda delle dimensioni della tarta, questo sempre per l’apporto del calcio, il calcio è molto importante per una buona crescita del carapace.
E’ assolutamente dannoso dare alle testuggini pasta, carne, formaggio, latte, tutti quei alimenti ricchi di proteine, vi ritrovereste con delle tarta con il carapace deformato, schiacciato o con i scudi a forma di piramide, invece il carapace liscio è segno di una buona e varia alimentazione.
Altro fatto molto importante e vitale per una tarta è l’esposizione al sole ma devono avere a disposizione anche zone d’ombra perché essendo rettili a sangue freddo devono potersi spostare a seconda delle loro esigenze, addirittura se una baby tarta si capovolge sotto il sole e noi non ci accorgiamo, tempo un paio d’ore muore.

Altro fattore molto importante è il letargo e qui gli allevatori si dividono in due, c’è chi afferma che il letargo nei giovani esemplari va saltato per alcuni anni, chi invece pensa che in natura vanno in letargo fin dal primo anno di vita e se l’esemplare si dimostra in buona salute, non c’è ragione per non farlo.
Le tartarughe vanno in letargo quando la temperatura scende sotto i 10 C° ed è bene che non vadano sotto 0° perciò bisogna coprire la parte dove si interrano con delle foglie secche, oppure, se hanno delle casette, le si può riempire sempre con delle foglie secche, intorno ai 20 C° iniziano a risvegliarsi. La durata del letargo varia a seconda della zona dove vivono o sono ospitati gli esemplari e quindi in Sardegna e nel sud Italia, il letargo avrà una durata inferiore rispetto alle temperature che si trovano in Val d’Aosta, Trentino e così via. Ci sono alcuni paesi particolarmente caldi dove le tarte non fanno un vero e proprio letargo, ma rallentano solo i movimenti per qualche giorno.
Nel periodo prima del letargo le tarte mangiano molto ma, qualche settimana prima di addormentarsi non toccano cibo e questo è normale perché devono avere l’intestino libero per affrontare l’inverno in modo che il cibo non possa fermentare causando la morte dell’esemplare, cosa molto importante è lasciare a loro disposizione dell’acqua in modo da avere una buona idratazione perché durante l’inverno hanno un calo di peso e di conseguenza di liquidi, dove al loro risveglio si potrà ricorrere ad un buon bagnetto con acqua tiepida e abbondante cibo.

E’ da evitare l’allevamento delle testuggini completamente in terrario, per loro sarebbe dannoso, lo si può fare per curare qualche esemplare o per far saltare il letargo agli animali debilitati, ma sempre prendendo in considerazione alcune accortezze che sono, Lampada UV, lampada per riscaldare la temperatura fino a 30 C° che deve essere in un lato del terrario e nel lato opposto si dovrebbe arrivare ad avere 20 C° in modo da poter ricreare la zona di sole e d’ombra. Cercare di non alimentare in eccesso gli esemplari e rispettargli le ore di luce (giorno e notte). Ma non dobbiamo pensare che un terrario possa sostituire un giardino con i vari sbalzi climatici naturali.

Questi animali sono in via di estinzione e perciò sono protetti dal certificato C.I.T.E.S., bisogna denunciare le nascite e le morti entro 10 giorni dall’evento solo se i genitori sono regolarmente in regola con tale certificato. Queste denunce si devono fare alla forestale di competenza del proprio territorio. E’ assolutamente proibito dalla legge detenere degli esemplari non regolarizzati, pena delle multe molto salate e anche la reclusione per gli evasori. Se ci imbattiamo per strade o argini in qualche tipo di testuggine, dobbiamo lasciarle dove sono, al massimo spostarle al ciglio della strada. Non è più possibile dopo il 95 regolarizzare esemplari per non favorire il bracconaggio, saltuariamente la forestale può fare dei sopraluoghi presso le abitazioni a controllare gli esemplari con le rispettive pratiche e anche per assicurarsi lo stato di allevamento da parte dell’allevatore.

Samy

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