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Quante volte vi è capitato di scavare la buca per la piscina di casa e non saper dove mettere la terra che vi avanza? Mai?! Beh… nemmeno a me, ma supponete un attimo di essere in questa “sgradevole” situazione, allora perché non pensare di usare quella terra per fare il fondo del vostro nuovo acquario?
Beh, io non solo ci ho pensato, ma ho sfruttato una vasca da 40 litri vuota per tentare un allestimento estemporaneo.
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La terra utilizzata non è assolutamente mai stata concimata con prodotti chimici, anzi, contiene esclusivamente prodotti generati dalla decomposizione di erba e foglie secche. Lo scopo primario è quello di avviare una vasca con molte piante, vedere come queste si comportino in un ambiente naturalissimo e verificare l’ ambientamento dei pesci.

Il fondo della vasca è stato riempito con circa 4 centimetri di terra nella parte anteriore e 5-6 nella parte posteriore in modo da creare una prospettiva a favore dell’osservatore. Ho utilizzato un paio di tronchi per sostenere la terrazza creata in un angolo dell’acquario e per dare un senso di naturalezza al tutto. Non ho usato null’altro, in quanto ritengo che tutto quello che potrà servire alle piante sia già presente in tale tipo di terreno.
Il brutto è nato in fase di riempimento. Mi aspettavo che parte della terra venisse a galla, ma non così tanta! Infatti, moltissimo substrato ha cominciato a galleggiare fin da subito e, anche dopo aver dato un po’ di tempo affinché la terra si saturasse d’acqua, in superficie continuava a galleggiare una elevata quantità di terreno. L’unica cosa da fare è stata rimuovere tutto quello che c’era in più e sperare in meglio.
Fortunatamente, avendo preventivato un fenomeno del genere (anche se non di questa portata), avevo ecceduto un po’ con il fondo e sono stato premiato. Una volta schiarita un po’ l’acqua, il substrato era uniforme come lo avevo immaginato.

Adesso era arrivato il momento di mettere le mani in acqua…ed una nuova delusione era in arrivo!!!
Le piante non mi mancavano, avevo preparato una selezione di varie specie ed ero pronto a piantarle. E qui è nato l’inghippo. Toccando il fondo per sistemare le radici delle mie amiche verdi, questo sprigionava bolle d’aria e continuava a portare del sedimento in superficie riempiendo continuamente il pelo dell’acqua. Riempiendo la vasca, infatti, il substrato aveva intrappolato delle bolle d’aria ed il fondo si era leggermente gonfiato… adesso si stava sgonfiando, ma il layout progettato era andato a farsi benedire… diciamo che non ero molto lontano da quello desiderato, ma ho dovuto rinunciare alla bellissima terrazza che avevo progettato!
Nonostante tutto ho continuato la piantumazione e alla fine ho tolto tutto il sedimento che galleggiava! La vasca era pronta per partire, ma è un po’ difficile dire com’era venuta visto che il biotopo era molto simile a “nebbia in val padana”.
Ebbene, anche il filtraggio era pronto. Semplice pompa da 400 litri, regolata a 200 (flusso minimo) per evitare che le turbolenze sul fondo alzassero altro sedimento e spugnona per filtraggio meccanico. Il filtraggio biologico lo avevo delegato esclusivamente al fondo supernaturale e alle piante. Adesso il tempo avrebbe giocato il suo ruolo. La pazienza deve essere all’ordine del giorno per l’acquariofilo.
L’unica cosa che mancava era una luce. A dire il vero avevo 2 scelte ed ho optato per la più naturale ma impensabile: una lampada HQL da 125W per i miei “40 litri da test”!!!
Già dopo qualche ora l’acqua cominciava a pulirsi, ma sarebbe passata una settimana prima di poter osservare davvero compiaciuto il risultato di questa ennesima “fatica”!

Ma veniamo ai giorni nostri… a distanza di 4 mesi dall’allestimento posso finalmente tirare delle somme.
A vederla la vasca non è propriamente uno spettacolo!
Di sedimento in superficie ne affiora continuamente, ma non è minimamente da considerare, stiamo parlando di piccoli residui.
Il resto della superficie è tappezzato da lemna minor e pistia… ne butto via una montagna ogni settimana. La pistia, in particolar modo, è molto bella da vedere in una vasca aperta, ma ha la brutta tendenza ad allungare le radici in modo spropositato e a trasformare rapidamente la vasca in un mangrovieto.
Le piante sul fondo, nonostante i 125 W sospesi a 30 cm dal pelo dell’acqua, non vedono moltissima luce a causa del prato di galleggianti, ma non deperiscono minimante, anzi, crescono sane e forti. Stiamo parlando di Echinodorus Rubin, Echinodorus red ozelot, Cryptocoryne, Hygrophila polysperma "Rosanervig" (piante che comunque non necessitano di eccessiva illuminazione).
Ma le alghe? Beh, sono molto soddisfatto! Nonostante il carico organico che poteva contenere il terreno e la esageratezza di luce, le uniche alghe in vasca vivono sulle radici della pistia e sono delle filamentose che non avevo mai visto ma che si tolgono semplicemente con un dito. Il resto bella “mobilia” non ha nessuna alga.
Osservando le piante, però, si nota che le foglie sono ricoperte da molto sedimento, nonostante la lentezza del flusso d’acqua in vasca. Il bello è che questo sedimento apparentemente potrebbe nuocere alla pianta limitandone l’assorbimento di luce, invece, mi è capitato di estrarre delle piantine per metterle in altre vasche e vedere che in realtà la qualità delle foglie è ottima e la colorazione decisamente più intensa di quella di stesse specie allevate in acquari a conduzione classica.

Ma parliamo della fauna.
A pochi giorni dall’allestimento, ho introdotto in vasca una intera covata di aequidens pulcher. Non li ho assolutemante mai alimentati, li ho abbandonati al loro destino in un ambiente naturale. Si sarebbero cibati solo di quello che avrebbero trovato, oppure, non si sarebbero alimentati per niente diventando a loro volta concime per le piante.
Morale: a distanza di 4 mesi ho un piccolo che nuota felice per la vasca e che mangia solo ed esclusivamente quello che offre la natura.
A questo punto, direi che l’esperimento è riuscito alla perfezione.
Massimo
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