« Cure parentali, saperne di piùRecensione: "Alghe" »

Osservazioni e supposizioni sulla riproduzione della Rasbora heteromorpha

16/03/05

Permalink 11:03:50, da gimbo Email , 1137 parole   it-IT
Categorie: 0 - Acquari, 0.1 - Dolce, 1.1 - Pesci dolce

Osservazioni e supposizioni sulla riproduzione della Rasbora heteromorpha

Premessa: questo “articoletto” non vuole essere un trattato sulla riproduzione della Rasbora, ma un semplice elenco di osservazioni e deduzioni/supposizioni sulla riproduzione di questo ciprinide.
Questo simpatico pesciolino originario dell’Asia, ha una livrea bicolore su fondo argentato, solitamente nero e rosa/arancione ma si trovano anche nero e blu/azzurro; raggiunge una taglia di 4 cm circa e si trova facilmente nelle vasche di vendita di (quasi) tutti i negozi di acquariofilia soprattutto nella colorazione a toni caldi.

Follow up:

Predilige gli strati centrali della vasca e gradisce potersi riparare nascosto tra le foglie di qualche pianta se è spaventato da qualcosa. A mio avviso, è un ospite di veramente poche pretese, visto che si adatta molto bene a caratteristiche medie dell’acqua ed è “di bocca buona”; un’esigenza importante però deve essere rispettata: si tratta di un pesce di branco e quindi deve essere tenuto in almeno 4/6 esemplari in una vasca di dimensioni adeguate al piccolo gruppetto; nulla vieta (escluse le dimensioni della vasca ovviamente) di tenerne anche in numero anche molto più elevato.

Distinguere i sessi non è semplice come per i guppy ma nemmeno impossibile, il maschio è leggermente più esile ed ha l’estremità inferiore della macchia scura appuntita, mentre nella femmina è arrotondata.
Le riproduzioni nelle mie vasche sono sempre state spontanee e quindi posso solo fare delle deduzioni su quali possono essere i fattori che stimolano l’accoppiamento; ho notato i rituali di riproduzione in tre occasioni, tutte le volte in vasche piccole di 20-30 litri e tra la prima e le ultime due le rasbore hanno trascorso un anno circa in una vasca da 80 litri assieme ad una decina di cardinali, due ancistrus di 4 cm, uno di 12 cm ed un e./c. siamensis di pari dimensione. La prima è avvenuta con un gruppo di 4 esemplari dopo un consistente cambio di acqua, la seconda dopo aver trasferito un gruppo di undici esemplari da una vasca all’altra e la terza sempre con lo stesso gruppone dopo aver somministrato naupli di artemia per due volte di seguito.
E’ piuttosto facile accorgersi che in vasca sta succedendo qualcosa, soprattutto con un gruppo consistente di esemplari: i pesci si inseguono per la vasca dividendosi in gruppi più piccoli e rimescolandosi quando si incrociano, oppure qualche esemplare si stacca da un gruppo per aggregarsi ad un altro, oppure … si insomma pesci che schizzano di qua e di là concedendosi qualche breve pausa ogni tanto sotto una foglia.
Capita anche che ogni tanto qualcuno si stacchi dal gruppo e si avvicini ad una foglia (ad esempio di anubias o rotala) forse per verificare se è adatto alla deposizione, che avviene incollando le uova adesive sulla parte inferiore della foglia prescelta. Un altro comportamento che ho notato è che un esemplare, probabilmente un maschio, si mettesse di fianco alla presunta femmina e cominciasse a vibrare, questo per due o tre volte. Non so se l’operazione avesse un esito perché subito ricominciavano gli inseguimenti di gruppo.

Nel marasma più totale due o tre rasbore si giravano a pancia in su sotto una foglia, presumo, per deporre. Avendo notato che spesso questa manovra non sempre si concludeva con il rilascio di uova ho cercato di capire quale di queste situazioni è quella che effettivamente accade:
1. si tratta di un maschio che invita una femmina alla deposizione;
2. si tratta di un maschio che rilascia una traccia ormonale sulla foglia come richiamo per le femmine;
3. siccome il rilascio delle uova avviene come per gli anabantidi, le manovre sono effettuate dalle femmine che però non vengono agevolate dai maschi; l’aiuto dei maschi infatti è necessario per l’emissione delle uova, questi si piegano ad U spremendo letteralmente la femmina;
4. si tratta di un maschio che rilascia il seme sulla foglia. Questa supposizione è dovuta al fatto che le uova non restano appiccicate sulla pagina inferiore delle foglie e quindi non riesco a capire come fanno i maschi a fecondare le uova.
Rasbora - 1
Ad ogni modo, non sempre la manovra di ribaltamento aveva come esito l’espulsione delle uova.

Le prime volte che guardavo i rituali di accoppiamento non avevo notato uova, nelle ultime invece sono riuscito a notarle probabilmente perché cadevano su foglie di anubias rispetto a quelle di rotala. Con l’aiuto di una siringona sono riuscito ad aspirare una decina di uova ed a metterle in un bicchiere di plastica ancorato con le mollette all’interno della vasca. Il giorno dopo ho notato che alcune erano già ammuffite e con calma le ho tolte per evitare inquinamento.
Rasbora - 2
Non essendoci circolo d’acqua nel bicchiere ho provato ad aprire una tacca su un lato e posizionarla davanti all’uscita di uno dei fori del tubo del filtro, ma essendo una vasca aperta l’evaporazione abbassava il livello e non muoveva più l’acqua, inoltre facendo un cambio d’acqua con la siringona uno dei tre avannotti nati dalle uova è stato risucchiato ed è finito in vasca. Ho optato per un piccolo contenitore di plastica per alimenti sempre ancorato alla vasca con le mollette al quale avrei fatto i cambi con la siringa (nel frattempo era rimasto un solo superstite, probabilmente a causa dell’inquinamento dell’acqua nel bicchiere).

Appena schiuse le prime uova ho preparato lo schiuditoio per avere dei naupli da dare agli avannotti dopo che l’assorbimento del sacco vitellino. Una volta somministrati i naupli, messi vicino ai minuscoli pesciolini ho notato che sarebbero stati comunque troppo grandi e così ho provato (senza troppa convinzione) a mettere a macerare dei pezzi di buccia di banana e della paglia per avere degli infusori. Sperando che i piccoletti tenessero duro e facendo qualche tentativo con del granulare tritato finemente, ho chiesto ad un amico di internet se mi faceva avere un inoculo di anguillule dell’aceto, che è utilizzato per gli avannotti che hanno bisogno di cibo vivo molto piccolo.
Rasbora - 3

Dalla seconda deposizione (anche se si tratta di spargimento più che di deposizione) ho raccolto una ventina di uova, e le ho messe nel contenitore assieme al pesciolino superstite. Non ho pensato però al fatto che i lunghi rituali di accoppiamento avevano innalzato notevolmente il carico organico, che ha fatto da ottimo substrato per la proliferazione di muffe e batteri. L’acqua ferma ed il carico organico accompagnato da muffe e batteri hanno fatto si che già il giorno successivo nella piscina riservata agli avannotti, quasi tutte le uova fossero ammuffite. Anche perché non è possibile prevenire la formazione delle muffe utilizzando un’acqua tenerissima ed acida come per i pesci sudamericani. Da tenere a mente quindi che per l’accrescimento serve una buona dose di acqua pulita e cambi frequenti, niente di diverso rispetto ad altre riproduzioni in fin dei conti.

Visti i risultati ottenuti e gestiti senza preparazione, appena avrò una coltura di anguillule ben avviata vorrei riprovare, forzando magari la riproduzione con l’alimentazione ed i cambi d’acqua.

Stefano Della Puppa - GARB

Leggi gli articoli scritti dal Gruppo Acquariofilo Riviera del Brenta e le news riguardanti le associazioni ed il mondo acquariofilo.

Cerca

An unexpected error has occurred!

If this error persists, please report it to the administrator.

Ritorna alla home page

Informazioni addizionali su questo errore:

Requested Blog does not exist!