« Tazio il furettoCianobatteri nel Marino »

Cianobatteri nel marino

28/09/05

Permalink 11:09:29, da gimbo Email , 687 parole   it-IT
Categorie: 0 - Acquari, 0.2 - Marino, 0.5 - Altro

Cianobatteri nel marino

Seconda parte

Riprendiamo il nostro “passaggio veloce” sui cianobatteri, riepilogando velocemente le caratteristiche salienti:
Non sono alghe, bensì batteri fotosintetici, che si trovano allo stato di latenza in qualsiasi acquario.
Il loro proliferare è generalmente ed essenzialmente legato a due condizioni: equilibrio chimico compromesso, con sovrabbondanza di nutrienti, e cattiva circolazione dell’acqua, con accumulo di sedimento in zone di “morta”.

Follow up:

Essenziale, per il successo della “guerra” è vincere queste due battaglie: riequilibrio chimico e corretta circolazione.
Veniamo ad illustrare due metodi per aiutare la soppressione veloce del flagello, ricordando però che se non conduciamo la vasca come si deve è un successo temporaneo
I due metodi sono: quello che prevede l’uso dell’acqua ossigenata a 12 volumi e quello che prevede l’uso di antibiotici.
Acqua ossigenata
L’uso dell’acqua ossigenata provoca un brusco innalzamento del redox (e questo ai cianobatteri non piace), però l’unica volta che uno di noi due ha provato questo metodo ha potuto notare come diversi animali siano andati immediatamente in sofferenza, in particolare Physogyra sp., Pachyclavularia violacea e Tridacna squamosa.
Non conosciamo le reazioni di coralli sps, in quanto all’epoca non ve ne erano nelle nostre vasche (e in quella di Graziano non ce n’è ancora..).
I risultati migliori si sono avuti spruzzando l’acqua ossigenata direttamente sopra ai ciano (stando attento a non spruzzarla sui coralli).
Il dosaggio utilizzato era di 10 ml di acqua ossigenata stabilizzata a 12 volumi ogni 50 litri d’acqua un paio di volte al giorno per una settimana.
Si è detto che l’acqua ossigenata alza il potenziale redox. Considerando il mare, lo strato superificiale dell’acqua ha un potere ossidante misurato in 100-300mV di, mentre lo strato sul fondale, a parecchi metri di profondità, ha valori riducenti (e quindi negativi) di 200mV. Questo a causa del sedimento molto alto e dell’elevatissimo carico organico, e probabilmente i cianobatteri non sono abitanti stabili degli alti fondali proprio per il fatto che sono fotosintetici, ed hanno difficoltà a proliferare in condizioni di scarsa luce.
Se conoscete qualcuno che abbia un elettrodo per misurare l’ORP (altro nome del potenziale redox) facilmente scoprirete che avete valori negativi nel vostro acquario….
Antibiotici
Altro metodo di soppressione veloce dell’effetto (ma non della causa della comparsa dei ciano) è l’utilizzo di antibiotici.
Esiste un antibiotico ad uso umano, ampiamente citato in tanti siti acquariofili, che si rivela efficace contro i cianobatteri ed è ben tollerato dagli animali, ma che a nostro giudizio va utilizzato solo in casi estremi.
Bisogna tenere presente che l’uso dell’antibiotico comporta l’uso di molte precauzioni e può originare tutta una serie di conseguenze che ora andiamo ad elencare.
Innanzitutto durante il trattamento occorre tenere spento lo schiumatolo. Questa può diventare una faccenda seria perchè si può arrivare in casi estremi anche a 5 o 6 giorni consecutivi.
Occorre inoltre eliminare dalla vasca tutti i materiali adsorbenti quali il carbone attivo, l’eventuale filtro a zeolite e qualunque altro materiale possa eliminare velocemente l’antibiotico dall’acqua.
Già questi due fatti dovrebbero fare riflettere se sia il caso o meno di intervenire con un antibiotico in vasca, poi aggiungiamo che così come l’antibiotico distrugge i cianobatteri, allo stesso modo distrugge pure i batteri “buoni”.
Occorre infatti dire che il ceppo antibiotico utilizzato come principio attivo nel farmaco in questione è un potente batteriostatico, il quale agisce inibendo lo sviluppo e la riproduzione dei batteri stessi, non uccidendoli, ma purtroppo non fa distinzione tra i ciano ed i batteri del filtraggio, provocando squilibri piuttosto grossi in acquari, che proprio perché i ciano prosperano, sono bel lontani dall’optimum.
Il rischio alla fine è di trovarsi effettivamente senza ciano, ma di dover condurre con una vasca altamente instabile e che dovrà ritrovare in fretta un suo equilibrio, ma con batteri filtranti che non possono proliferare perché l’antibiotico ne inibisce lo sviluppo…
Insomma, è un terno al lotto; data la criticità dell’uso di un antibiotico, preferiamo non scriverne il nome ed i dosaggi, eventualmente lo faremo a chi ci contatterà sul forum del GARB, ma solo dopo aver discusso con lui sullo stato generale della sua vasca.

Ciao da Max e Graziano

No feedback yet

Non è più possibile pubblicare commenti per questo post.

Leggi gli articoli scritti dal Gruppo Acquariofilo Riviera del Brenta e le news riguardanti le associazioni ed il mondo acquariofilo.

Cerca

An unexpected error has occurred!

If this error persists, please report it to the administrator.

Ritorna alla home page

Informazioni addizionali su questo errore:

Requested Blog does not exist!