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Questo è un breve resoconto di una mattinata spesa, a caccia fotografica, per torbiere, canaletti di scolo e ruscelli di sottobosco nella zona pedemontana del pordenonese.
Compagni di viaggio Diego, laureando in Scienze Biologiche e patito di terrariofilia e dendrobates, e Federica, che ha preso ormai anche lei la brutta piega di andare per stagni a caccia di rane e ranocchi.
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Arrivati nel paese di destinazione dopo aver letto su una guida dell’esistenza di una rara orchidea spontanea (Liparis loeselii) presso una torbiera, di cui, tra l’altro, ignoravo completamente l’esistenza, ci siamo avventurati per la campagna dopo avere ricevuto qualche vaga indicazione nella posta del paese.
Di primo acchito eravamo delusi e abbastanza sconsolati, ritrovandoci davanti solamente a campi coltivati a mais e pioppeti, nonostante ciò attratti da una canaletta di scolo a pochi metri dalla macchina, notiamo un’incredibile abbondanza di vita animale, in particolare di anfibi, che è comunque il nostro interesse principale oltre all’orchidea.
Numerosissimi esemplari di Bombina variegata, (Ululone dal ventre giallo, foto 1 e 2),


sguazzavano ovunque vi fosse acqua: sia nelle scoline che nelle semplici pozze formate dal passaggio dei mezzi agricoli.
Rinfrancati da questa scoperta, ci avventuriamo comunque in mezzo ai campi coltivati, sempre con un occhio vigile ad ogni piccolissima pozza d’acqua per scorgere la vita che conteneva (prevalentemente ululoni, mai visti così tanti in vita mia). Continuando la ricerca della torbiera venimmo ben presto delusi da un contadino che affermava che la torbiera non esisteva più e che erano quasi già dieci anni che era stata bonificata, ma ormai eravamo li e decidemmo comunque di fare un giro.
Pur non avendo indicazioni precise, in breve tempo individuiamo da lontano un terreno che avrebbe potuto essere la fantomatica torbiera, caratterizzato dalla presenza di pochi alberi di betulle e pioppo sopra un terreno erboso (foto 3).

E così si è dimostrato: il prato era cosparso di moltissime buche abbastanza profonde tali da rendere difficoltoso camminare, con terra morbida e umida o con qualche cm d’acqua (foto 4).

Qui dopo pochi metri Diego urla “ho trovato una drosera!!!” e osservando con cura si trattava proprio di alcune belle pianticelle di Drosera rotundifolia (foto 5)

e di Pinguicola vulgaris (foto 6).

Continuando a girare poi per la torbiera abbiamo ritrovato parecchi esemplari delle carnivore sopra elencate, moltissimo sfagno (foto 7)

e anche alcuni bellissimi esemplari di orchidea selvatica (Platanthera bifolia, Dactylorhyza sp) (foto 8-9)

nonché alcune splendide fioriture di iris selvatico (Iris sibirica)(foto 10).

Dopo aver girato lungo e in largo l’appezzamento ci siamo avviati verso una possibile uscita, imbattendoci in una schiarita (caratteristica schiarita di torbiera con l’acqua che mantiene costantemente il terreno di poco sommerso) in cui la presenza dell’acqua limita lo sviluppo della vegetazione. Qui il prato era molto fangoso e il cammino parecchio faticoso (quante cadute nel fango…) ma abbiamo trovato una Pinguicola praticamente galleggiante (foto 11).

Usciti dalla torbiera, siamo entrati in un altro splendido habitat di sottobosco, molto ricco di piccoli ruscelli a corso lento, con cascatine, legni, radici e ricchissimi di vita vegetale minore come muschi, felci, funghi e pure della solita vita animale.. Infatti queste acque erano culla degli stadi larvali delle onnipresenti Bombina ma soprattutto di Salamandra salamandra, la nostra bellissima salamandra pezzata, ad un buono stato di metamorfosi (foto 12).

Infatti parecchi esemplari avevano già riassorbito le branchie e di li a poco usciranno dall’acqua per spostarsi nel sottobosco, loro habitat di elezione (foto 13).

Alessandro Rottaris - GARB
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